L'aumento di potenza impegnata del contatore è un'operazione effettuata dal distributore locale, ma è a Tate, in quanto fornitore luce, che devi richiedere la prestazione. Tuttavia i costi e le tempistiche dipendono in buona parte dal distributore. 

Costi per l'aumento di potenza del contatore: partendo dall'aspetto economico, ci sono due tipologie di costi:

  • Costo per la procedura: il distributore richiede 55,66 €/kW di potenza aggiuntiva. In aggiunta al costo €/kW, vi è inoltre un costo per la gestione della procedura di 25,81€ + 23€ di onere amministrativo una tantum. Il costo si applica sulla potenza disponibile e non quella impegnata.
  • Costo della fornitura: se noi applichiamo una quota mensile di 0,95 €/kW/mese di potenza. Questo implica, per esempio, che passare da 3 kW a 4,5 kW (potenze impegnate) significherebbe un costo mensile aggiuntivo di 1,425 €. In aggiunta, vi è un altro costo aggiuntivo, questo non stabilito da Tate, sotto la voce "Spese per il trasporto e la gestione del contatore" (o meglio un costo che ogni fornitore deve sostenere e pagare al distributore per far arrivare l’energia ai propri clienti) che consiste in 21,24 €/kW/anno. 

Costi per la diminuzione di potenza del contatore: i costi da sostenere sono solo i 25,81€ + i 23€ di onere amministrativo.

Tempistiche:

  • Una volta ricevuta la richiesta, la inviamo subito al distributore, il quale ha 10 giorni per evadere la richiesta.

Tale prestazione può essere fatta solo dopo essere entrati ufficialmente in fornitura con Tate.

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