Capire da cosa è composto il costo di una bolletta può essere molto complesso. Questo è dovuto al fatto che l'ammontare totale che viene riportato in bolletta è la somma di diverse voci, alcune delle quali sono definite in modo poco chiaro o molto tecnico. In questo articolo cerchiamo di fare chiarezza una volta per tutte.

Qualche premessa prima di entrare nei dettagli

In generale, una bolletta include tre tipi di costi: 1) i costi determinati dal fornitore 2) i costi definiti dall’ARERA, l’autorità che regola il mercato e infine 3) le imposte determinate dal Governo.

Le voci presenti in una bolletta gas Tate sono:

  • spese per la materia gas (l'unica voce determinata in parte da Tate)
  • spese per il trasporto e la gestione del contatore
  • spese per gli oneri di sistema
  • imposte

N.B. i costi riportati in dettaglio in questo articolo sono da riferirsi ai membri Tate domestici

Spese per la materia gas naturale

Le spese per la materia gas naturale comprendono tutti quei costi relativi alle attività svolte da Tate per l’acquisto e la fornitura del tuo gas. 

Queste spese sono composte da una quota energia e una fissa. 

La quota energia è composta da:

  • Costo del gas, che dipende dalla tariffa Tate scelta: variabile o fissa.
  • Copertura Rischi Commerciali (CCR), comprende tutti quei costi sostenuti dai fornitori per i propri clienti necessari a coprire le spese di approvvigionamento del gas all’ingrosso e ai rischi ad esso connessi, come ad esempio nei casi di temperature invernali insolite. Questa voce è inclusa solo nella nostra tariffa a prezzo variabile e in bolletta è indicata alla voce "Oneri di approvvigionamento".
  • Costo per la commercializzazione al dettaglio (QVD), si riferisce ai costi operativi sostenuti in media dai fornitori, come Tate, che operano nel mercato libero. Qui è calcolata in proporzione al gas consumato.

La quota fissa invece include le seguenti voci:

  • Costo per la commercializzazione al dettaglio (QVD), si riferisce ai costi fissi operativi sostenuti in media dai fornitori, come Tate, che operano nel mercato libero. Tale voce è anche presente nella quota energia.
  • Quota mensile di Tate pari a 2,85 €.

Se vuoi più info sulle tariffe variabile e fissa clicca qui.

Spese per il trasporto e la gestione del contatore

Sono i costi che Tate, in quanto fornitore, deve sostenere e pagare al distributore per far arrivare il gas ai propri clienti. Tali costi non sono oggetto di concorrenza perché sono stabiliti dall'ARERA per tutti i fornitori, ad eccezione del costo di trasporto che può variare in modo minimo in base al fornitore. Tuttavia alcuni costi che vanno a coprire questa voce variano a seconda delle regioni. Come esempio indicheremo i costi relativi al gruppo che raccoglie il maggior numero di regioni, ovvero Lombardia, Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia Romagna. Per sapere di quanto varia per le altre regioni contattaci in chat.

Le spese per il trasporto e la gestione del contatore sono composte anch’esse da una quota fissa e da una quota energia. 

Fanno parte della quota energia, ovvero di quella variabile:

  • Costi relativi alla perequazione (UG1), cioè quei costi che servono a coprire gli eventuali squilibri che si possono creare tra gli importi complessivamente pagati dai clienti per la distribuzione e quelli sostenuti dalle aziende distributive per coprire i costi di servizi. Inoltre tali costi servono anche a coprire potenziali conguagli qualora si presentassero dopo rettifiche comunicate dalle imprese distributrici. In sostanza la perequazione ha lo scopo di trovare un equilibrio tra i maggiori ricavi o i minori costi sostenuti dalle aziende distributrici, ha la funzione di compensare eventuali squilibri economici che possono dipendere dalle infrastrutture o dalle caratteristiche della area in questione. 
  • Componente a copertura delle spese per il trasporto del gas fino alle reti di distribuzione (QT). Il prezzo varia a seconda del gruppo di regioni del territorio nazionale di riferimento
  • Componente a copertura degli incentivi alle imprese che investono per migliorare la qualità del servizio (RS) ed è uguale in tutte le aree regionali.
  • Costo per la misura (τ3), che è articolato in diversi scaglioni in modo decrescente a seconda del consumo e varia a seconda del gruppo di regioni a cui si fa parte. La voce serve a coprire i costi operativi e di capitali del servizio di distribuzione.

Nella quota fissa invece rientrano:

  • Costo per la distribuzione (τ1) ed è una quota che serve per coprire i costi di capitale relativi al servizio di distribuzione. Tale costo è in realtà composto da tre sottovoci la quota fissa distribuzione t1(dis), la quota fissa commercializzazione t1(cot) e la quota fissa misura t1(mis).
  • Costi di affidamento distributori gas (ST e VR) che al momento sono nulli e servono a coprire i costi contrattuali in merito alle gare di affidamento dei servizi ai distributori.

Spese per gli oneri di sistema

Come per le spese per il trasporto e la gestione del contatore, anche gli oneri di sistema sono aggiornati ogni tre mesi dall'ARERA. Gli oneri di sistema sono costi introdotti in bolletta e destinati a specifici obiettivi collettivi. Si dividono in quota energia e quota fissa. 

  • Risparmio energetico (RE) che serve a finanziare i progetti di risparmio energetico, quali le fonti rinnovabili, le reti di teleriscaldamento e lo sviluppo tecnologico del settore gas.
  • Compensazione dei costi di commercializzazione (UG2), è una componente di perequazione che serve a coprire la differenza sostenuta dai fornitori per gestire i costi operativi e quanto ricavato dalla Componente di commercializzazione (QVD). È sia fissa (a credito del cliente) che variabile (aumenta da una certa soglia di consumo in poi).
  • Bonus economico (GS) è la componente variabile a copertura del sistema di compensazione tariffaria per i clienti economicamente disagiati.
  • Componente a copertura dei costi sostenuti per gli interventi di interruzione delle forniture con oneri di morosità (UG3).

Ricalcoli

Nel caso in cui venga emessa una bolletta sulla base di consumi stimati e non reali, poiché per esempio non ci è stata inviata l’autolettura, saremmo costretti a calcolare dei consumi stimati. Qualora dunque la stima fosse inesatta, appena riceveremo i dati reali, effettueremo un conguaglio nella prima bolletta utile, così da pareggiare subito i conti. I conguagli verranno sempre riportati sotto la voce "Ricalcoli". 

Imposte

Le imposte relative alla bolletta gas variano in base della quantità di Smc consumata e dalla regione di residenza, per quanto riguarda l’addizionale regionale. L’IVA invece è al 10% per i consumi fino a 480 Smc e sale al 22% su quelli maggiori. L’accisa invece viene calcolata sulla base della quantità di gas consumato.

La disposizione delle voci scritte in questo articolo è la stessa in cui esse appaiono nella bolletta Tate.

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